Formazione
Corso di aggiornamento professionale
sulla tutela ambientale
per il personale dei mezzi nautici
della Guardia Costiera
Le attività didattiche e formative costituiscono certamente un compito complesso ed impegnativo per l’Ente gestore di un’Area Marina Protetta. Una didattica aggiornata rappresenta una socializzazione capillare della conoscenza, e in quanto tale essa finisce con l’orientare frange cospicue della collettività, influenzandone a medio termine i comportamenti e nel lungo termine le politiche ambientali. L’attività formativa ha pertanto una sua valenza politica, non paragonabile a quella che possono avere la ricerca scientifica e il monitoraggio ambientale.

Per questo motivo va sottolineato che la didattica svolta in un’AMP non deve sovrapporsi a quella di altre istituzioni ufficiali, come l’Università, ma deve colmare lacune importanti dell’istruzione professionale del personale impegnato in azioni di salvaguardia ambientale e protezione del territorio. Essa deve avere fini sociali e deve contribuire al miglioramento della qualità della vita, oltre che alla promozione di uno sviluppo sostenibile. In questo contesto, l’attività formativa deve per quanto possibile provvedere alla riqualificazione del personale impegnato alle azioni di salvaguardia e tutela del patrimonio ambientale; a maggior ragione nei casi in cui la gestione dell’AMP è affidata temporaneamente alla Capitaneria di Porto.

Il progetto C.A.P.T.A. ha avuto lo scopo di aggiornare professionalmente il personale della Capitaneria di Porto, impegnato in azioni di salvaguardia del patrimonio ambientale con un percorso didattico suddiviso in lezioni frontali ed esercitazioni in campo secondo i seguenti moduli didattici:
Modulo I - Fondamenti di ecologia degli ambienti marini;
Modulo II - Elementi di conservazione della natura;
Modulo III - La normativa ambientale: legislazione internazionale, comunitaria, nazionale e regionale;
Modulo IV - Riconoscimento delle specie marine protette;
Modulo V- Recupero e norme di primo soccorso dei cetacei e dei cheloni marini.

Realizzazione del Corso
La responsabilità scientifica del corso è stata affidata al Prof. Silvano Riggio, Ordinario di Ecologia presso l’Ateneo di Palermo. I cinque moduli didattici previsti in progetto sono stati sviluppati attraverso un percorso di lezioni frontali con supporto multimediale ed esercitazioni. Il corpo docente coinvolto ha visto alternarsi biologi, naturalisti ed un avvocato con comprovata esperienza nel settore ambientale. Il Corso è stato presentato dal Prof. Silvano Riggio e dal Dott. Bruno Zava rispettivamente responsabile scientifico e responsabile didattico. Il modulo sui fondamenti di ecologia è stato trattato dal Prof. Riggio,

il modulo relativo alla conservazione è stato invece affidato alla Dr. Paola Gianguzza. La parte speciale sul riconoscimento delle specie protette è stata trattata dalla Prof. Rossella Barone, per gli aspetti relativi a micro e macro alghe, dalla Dr. Daniela Massi per gli aspetti relativi alla fauna invertebrata ed infine dal Dott. Bruno Zava per gli aspetti relativi ai pesci cartilaginei ed ossei. Gli argomenti relativi ai problemi della pesca sono stati affidati al Dr. Fabio Badalamenti e al Dr. Fabio Fiorentino. Gli aspetti normativi sono stati trattati invece dall’Avv. Daniela Addis.

Il Dr. Gianni Insacco, naturalista del Centro recupero per cheloni marini del Sicily Wildlife Fund ha curato insieme al Dott. Bruno Zava e al Dott. Giuseppe Monteverde le esercitazioni pratiche.
La partecipazione al corso è stata riservata al personale della Guardia Costiera che svolge compiti di vigilanza e protezione sull’ambiente e ad alcune stagiste di un corso di formazione “Corso Diogene" ed un addetto stampa specializzato in problematiche legate all’ambiente.