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La Chiesa


La Chiesa Parrocchiale
Di linea architettonica goticizzante semplice. Facciata bianca con due finestre ospitanti la torre campanaria e l’orologio elettronico, di tipo coloniale, arricchita nel 1972 con bassorilievi in ceramica di Giovanni De Simone, raffiguranti, al centro Maria, Madre della Chiesa, col Bambino in braccio; in basso, da sinistra a destra i quattro evangelisti: Matteo, Giovanni, Marco e Luca. Al secondo ordine: S. Bartolomeo (patrono del paese), San Pietro e San Paolo, San Ferdinando (titolare della Chiesa). Al terzo ordine: San Francesco, S. Rosalia, S. Agatone, S. Benedetto. Agatone e Rosalia perché sono palermitani; Benedetto e Francesco per i loro religiosi, Cisterciensi e Cappuccini, che in tempi diversi hanno lavorato in Ustica. All’ultimo ordine: S. Gregorio Magno (che parlò di Ustica nei suoi Dialoghi), S. Caterina da Siena, S. Teresa d’Avila e S. Pietro Nolasco.
Nell’abside della navata centrale vi è un bell’altare in marmo policromo, con ai pannelli, cornicette scolpite nel marmo, rosoni e linee bianche che gli danno distinzione; al paliotto lo stemma francescano scolpito in legno. Ornano l’altare bellissimi candelabri in legno scolpito e dorato. Al suo interno vi sono anche una graziosa statuetta settecentesca di S. Rosalia (di ignoto), S. Francesco di Assisi (di Antonio Musner), S. Giuseppe (di Filippo Quattrocchi), e, dello stesso autore, la compostissima statua di S. Bartolomeo, che porta in trionfo la sua pelle sul braccio destro (avendo subito per la predicazione il martirio della escoriazione), mentre col sinistro sostiene il Vangelo.


Nella Casa Parrocchiale vi è la Biblioteca Popolare sorta nel 1950, ricca di volumi antichi e moderni e carte topografiche dell’Isola ed il Museo Diocesano. Negli stessi locali esiste una raccolta di rinvenimenti archeologici che testimoniano la presenza delle antiche civiltà, nei diversi luoghi dell’isola, frutto di pazienti fatiche, per lunghi anni di ricerche, del rimpianto (da poco defunto) Parroco Padre Carmelo Seminara, anche Ispettore Onorario per le antichità. Le sue ricerche hanno dato l’input per la realizzazione delle prime campagne di scavo e la localizzazione dei diversi insediamenti umani nell’isola, da parte della Soprintendenza Archeologica della Sicilia.
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