La Storia
L'isola di Ustica
Isola di Ustica si trova a poco più di 36 miglia dalla costa palermitana. È un vulcano submarino emerso dai tre mila metri di profondità del Tirreno. Dall'alto sembra un’enorme tartaruga e si estende per circa 9 Km. quadrati.
I suoi tre versanti sono: Tramontana, Spalmatore e Mezzogiorno e sono delimitati da una serie di collinette. I rinvenimenti archeologici testimoniano che l'isola fu abitata sin dall'età preistorica, ospitando, presumibilmente, tutte le civiltà affacciatesi in Sicilia.
Nel 1974 sono stati effettuati degli scavi archeologici alla Colombaia, che hanno portato alla luce un vasto villaggio preistorico della media età del bronzo, monumento straordinario coevo al Milazzese.
La Rocca della Falconiera, restaurata di recente, è ricca di vestigia romane (vi sono stati rinvenuti monete, mosaici, ceramiche). Alle sue pendici una vasta necropoli e diversi ipogei di età tra il III secolo a.C. al VI d.c. Altre tombe a fossa sono state rinvenute in località Spalmatore.
I Greci chiamarono l'isola “Osteodes”, ovvero l'ossario, il tutto legato ad un avvenimento crudele: la storia ci parla di seimila soldati cartaginesi, condannati a morire di inedia nell'isola perché si erano ammutinati ai loro ufficiali, dai quali pretendevano molto bottino delle spedizioni militari effettuate. Quindi, abbandonati nell'isola, non trovando da mangiare, finirono per divorarsi tra di loro e per il numero così grande di soldati, lasciarono l'Isola biancheggiante di ossa.
I Romani la chiamarono “Ustum”, l'arsa, la bruciata proprio per i suoi scogli lavici nerissimi. Dal VIII e fino al XI secolo fu in mano ai Saraceni.
I normanni vi costruirono la Chiesa di S. Maria e il Convento dei Benedettini, che i Saraceni distrussero, quando si impadronirono nuovamente dell'Isola nel XIV secolo, dopo aver sterminato e dispersa la popolazione.
Diversi tentativi per occuparla e popolarla, fatti in seguito dal governo Spagnolo, non riuscirono; tutto fu distrutto e la poca popolazione fu uccisa o trascinata dai pirati in schiavitù.
INel 1763 l'isola fu colonizzata dai Borboni che vi portarono coatti e confinati, perché erano utili per i lavori di manovalanza nella costruzione degli edifici pubblici e di fortificazioni (torri, fortezza, fortini e garitte, magazzini e rifugi). Lo stesso fecero i Savoia e durante il Fascismo furono in molti a gremire l'isola. Continuò ad essere luogo di confino con la Repubblica, fino al 1961, anno in cui lo stesso fu abolito.
L'attuale cittadina di Ustica è collocata sul pendio della Cala S. Maria, con stradette ed aree dalle costruzioni ben squadrate confluenti al centro nella bella e spaziosa Piazza Umberto I, dominata dalla maestosa Chiesa di S. Ferdinando Re.
A destra della chiesa vi è la via Calvario che si percorre fino in fondo e, dopo circa 450 metri, si biforca. Proseguendo a destra si sale alla Fortezza dalla quale, specialmente dai terrazzi e dalla torre quadrata che forma l'ingresso, si ha una splendida vista fino alle coste della Sicilia. Scendendo invece a sinistra si può raggiungere il Faro sull'alta punta Omo Morto, che è a nord-est ed è posto a 100 m. sul livello del mare. Sotto il faro vi è una cappella commemorativa di un naufrago. A sud dell'abitato vi è poi la Torre di S. Maria, fortino di difesa della cala omonima. Sul mare vi sono mulini a vento. Nella zona nord dell'isola vi è la cala della Colombaia dove sorge il villaggio preistorico di cui sono stati portati alla luce un muro di cinta con torrioni e alcune capanne.